Filmini pornografici e richieste di foto pedofile ad una ragazzina di 14

L’uomo è un autista dello scuola bus del paese. Si trova ora agli arresti domiciliari

Inviava filmini pornografici a una quattordicenne e approfittando dell’ingenuità e di tutte quelle sensazioni che inevitabilmente si scatenano in una ragazzina sottoposta a questo tipo di richieste, la induceva o meglio la convinceva a compiere anche atti sessuali, a fotografarsi nuda e a inviare le immagini sul suo cellulare.

Una brutta storia che diventa ancora più grave se si considera che l’autore di queste deprecabili molestie, svolgeva un servizio di pubblica utilità, proprio su uno scuola bus, un mezzo che trasporta i bimbi a scuola e che dovrebbe essere un luogo in cui sentirsi sicuri e protetti.

Con l’accusa del reato di corruzione di minorenne è finito agli arresti domiciliari su richiesta del Gip del Tribunale di Lanciano Massimo Canosa, un uomo di 64 anni V.F. Di Casoli. Le indagini condotte dalla compagnia dei carabinieri di Lanciano e della stazione di Casoli, sono partite dopo la denuncia fatta dai genitori della ragazzina ai quali non erano evidentemente sfuggiti segnali che, purtroppo, spesso vengono scambiati per semplici sbalzi d’umore dovuti all’età adolescenziale.

Dopo domande insistenti e pressanti la quattordicenne ha raccontato ai familiari quello che le stava succedendo. Le indagini sono state subito avviate e i risultati dell’attività investigativa hanno disegnato una situazione fatta di molestie a sfondo sessuale.

“Tra febbraio e agosto 2016, abusando delle funzioni di incaricato di servizio pubblico e approfittando della naturale ingenuità della bambina a lui affidata per ragioni di vigilanza e custodia – si legge nel comunicato diffuso dalla Procura di Lanciano – le inviava video pornografici sul suo cellulare inducendola a compiere atti sessuali e in particolare a ritrarsi nuda e a masturbarsi chiedendo poi l’invio delle immagini sul proprio telefonino”.

Una vicenda che inquieta e indigna, la vittima stavolta è una ragazzina, vulnerabile, indifesa e quindi maggiormente manipolabile specie se a manipolare, influenzare, condizionare è qualcuno che approfitta e sfrutta il ruolo che ha.

Le indagini, coordinate dal PM Rosaria Vecchi, proseguono per accertare se vi sono analoghi episodi nei confronti di altri minori. Nell’ordinanza cautelare il Gip rimarca “l’estrema gravità dei fatti da parte dell’indagato che strumentalizzando la propria attività lavorativa, finalizzata a rendere un servizio alla collettività, avrebbe cercato di soddisfare le sue turpi deviazioni sessuali”.

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